Daniel Dubois domina la rivincita con Fabio Wardley con un devastante KO al secondo round e conquista una vittoria dominante nel rematch per il titolo mondiale WBO dei pesi massimi. All’O2 Arena di Londra, il britannico impone la propria potenza fin dalle prime battute, costringendo l’allenatore Ben Davison a gettare la spugna per fermare il combattimento.
Dubois-Wardley, il rematch finisce con un KO al secondo round
Questa volta non c’è stata storia. Daniel Dubois ha travolto Fabio Wardley nel loro attesissimo rematch, mettendo fine al combattimento a 2 minuti e 21 secondi del secondo round. Una prestazione impressionante, costruita sulla pressione costante, sulla precisione dei colpi e sulla capacità di sfruttare ogni esitazione dell’avversario.
Dopo il primo confronto di maggio, che aveva regalato agli appassionati uno degli incontri più spettacolari degli ultimi tempi nella categoria dei pesi massimi, le aspettative erano altissime. Ma la rivincita ha raccontato una storia completamente diversa: Dubois ha preso immediatamente il controllo del ring, mentre Wardley ha mostrato fin dalle prime battute le difficoltà nel reggere l’aggressività del rivale.
Il momento decisivo è arrivato quando un destro di Dubois ha mandato Wardley al tappeto per la prima volta nella sua carriera. Il pugile britannico è riuscito a rialzarsi, ma le sue condizioni hanno immediatamente destato preoccupazione. Le gambe apparivano instabili e la guardia non riusciva a contenere la potenza dei colpi in arrivo.
Dubois ha intuito la situazione e non ha concesso all’avversario il tempo necessario per recuperare. Ha continuato ad avanzare, costringendo Wardley a rifugiarsi alle corde e poi all’angolo, sotto una raffica di pugni che ha rischiato di provocare l’intervento anticipato dell’arbitro Steve Grey già nel primo round.
La campana ha offerto a Wardley una breve tregua. Ma soltanto una pausa prima della conclusione.
La potenza di Dubois travolge Wardley
Al rientro per la seconda ripresa, Wardley ha provato a reagire cercando di sorprendere Dubois con un montante dalla distanza. Il tentativo, però, non ha prodotto risultati: l’avversario ha letto il movimento, ha schivato il colpo e si è preparato a riprendere l’offensiva.
Un altro destro ha raggiunto Wardley, costringendolo ad arretrare verso l’angolo con le mani alzate per proteggersi. Dubois ha accelerato ulteriormente, alternando i colpi e aggirando una guardia sempre meno efficace.
La situazione era ormai compromessa. Ben Davison, allenatore di Wardley, ha deciso di lanciare la spugna proprio mentre l’arbitro interrompeva l’incontro. Il combattimento è terminato dopo appena due round, con Dubois autore di una delle prestazioni più convincenti della sua carriera.
La decisione di Davison ha avuto un significato particolare. Dopo le critiche ricevute per non aver fermato il primo incontro di maggio, quando Wardley era stato messo KO all’undicesima ripresa, questa volta il tecnico ha scelto di proteggere il proprio pugile prima che la situazione potesse peggiorare ulteriormente.
Dal primo incontro alla rivincita: due storie opposte
Per comprendere il peso di questo risultato bisogna tornare al loro primo confronto.
A maggio, Wardley aveva sorpreso tutti mandando Dubois al tappeto nei primi 20 secondi e riuscendo a farlo cadere nuovamente nel terzo round. Il match sembrava indirizzato verso una nuova impresa del britannico, ma Dubois era riuscito a ribaltare l’inerzia, trovando il TKO all’undicesimo round.
Un incontro spettacolare, segnato da continui cambiamenti di ritmo e da una resistenza fuori dal comune da entrambe le parti.
Il rematch, disputato appena 157 giorni dopo, ha invece evidenziato una differenza netta. Wardley, che nel primo confronto non era mai finito al tappeto, ha subito immediatamente la potenza del rivale. I dubbi sulla possibilità che non avesse avuto abbastanza tempo per recuperare dalle fatiche del primo combattimento si sono trasformati in una preoccupazione concreta.
Dubois, al contrario, è salito sul ring con un atteggiamento completamente diverso rispetto alla precedente sfida. Nel primo incontro portava ancora il peso della sconfitta per KO subita contro Oleksandr Usyk dieci mesi prima. Questa volta è apparso sicuro, aggressivo e determinato a imporre la propria superiorità fin dal suono del primo gong.
Il risultato è stato inequivocabile: una vittoria costruita senza lasciare spazio ai dubbi.
I record di Daniel Dubois e Fabio Wardley dopo il match
Con questo successo, Dubois porta il proprio record a 24 vittorie e 3 sconfitte, con 22 KO. A 29 anni, il britannico rilancia così le proprie ambizioni nella categoria regina della boxe mondiale e dimostra di poter tornare protagonista dopo la battuta d’arresto contro Usyk.
Per Wardley, 31 anni, il bilancio aggiornato è invece di 20 vittorie, 2 sconfitte e 1 pareggio, con 19 KO. Dopo aver dimostrato grande carattere nel primo incontro, il britannico ha incassato una sconfitta pesante, che rende necessario valutare con attenzione i tempi di recupero prima di programmare il prossimo impegno.
Nonostante la delusione, Wardley ha promesso di tornare sul ring. Resta da capire quanto tempo gli servirà per recuperare fisicamente e ritrovare la fiducia dopo due combattimenti estremamente duri contro lo stesso avversario.
Filip Hrgovic sfida Dubois: possibile unificazione dei titoli
Archiviata la rivincita con Wardley, per Dubois si apre un nuovo scenario. Dopo il combattimento, Filip Hrgovic, campione IBF dei pesi massimi, è stato chiamato sul ring e ha lanciato una sfida al britannico, chiedendo un incontro per unificare le cinture.
Un’ipotesi che potrebbe regalare agli appassionati un nuovo grande appuntamento nella categoria dei pesi massimi. Prima, tuttavia, Hrgovic dovrà affrontare lo sfidante obbligatorio Frank Sanchez. Le trattative per un possibile incontro a gennaio in Croazia sono ancora in corso.
Per Dubois, la priorità è ora consolidare la propria posizione e trasformare la vittoria su Wardley in un nuovo punto di partenza. La prestazione londinese ha mandato un messaggio chiaro ai rivali: il britannico è tornato a fare paura.
E se il primo confronto aveva raccontato una battaglia imprevedibile, la rivincita ha mostrato un Dubois capace di dominare dall’inizio alla fine. Una dimostrazione di potenza che potrebbe avere conseguenze importanti sui prossimi equilibri della divisione dei pesi massimi.
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Mi chiamo Antimo Carriero, sono nato a Brindisi nel 1989. SEO Manager di professione e blogger sportivo per passione, ho lavorato per anni come cronista, articolista e conduttore radiofonico di programmi sportivi. Nel 2023 ho fondato Ultimo Round per raccontare il mondo della boxe, uno sport che amo profondamente. Ogni giorno porto sul sito notizie, interviste, risultati e storie dal ring, per chi condivide la mia passione per la noble art.
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