Dublino. C’è un rumore che il pugilato italiano conosce bene: quello di un’arena straniera che urla contro di te. Etinosa Oliha lo ha ascoltato per trentasei minuti al 3Arena, sabato sera, e per trentasei minuti non ha smesso di rispondere.
Non è bastato. Aaron McKenna ha vinto ai punti con verdetto unanime — 118-110, 117-111, 116-112 — e ha portato a casa la cintura IBF dei pesi medi. L’azzurro, imbattuto da ventidue incontri, esce dal ring con la prima sconfitta in carriera e con la sensazione amara di chi ha perso più il palcoscenico che la battaglia.
Un titolo vacante e una notte costruita su misura
La corona dei 160 libbre era rimasta senza padrone a marzo, quando l’IBF aveva revocato il titolo a Janibek Alimkhanuly dopo la positività a un controllo antidoping. Da lì, la sfida tra il numero 2 e il numero 3 del ranking: Oliha da una parte, McKenna dall’altra. Ventidue vittorie senza sconfitte per l’italiano, venti per l’irlandese. Due imbattuti, una cintura sola.
Il problema, per Oliha, è cominciato molto prima del gong. Zuffa Boxing ha portato il suo decimo evento proprio a Dublino, nella città in cui McKenna non aveva mai combattuto da professionista dopo anni passati a costruirsi la carriera negli Stati Uniti. Cinquemila persone, un ritorno a casa, l’ingresso sulle note di “The Foggy Dew” e il pavimento che tremava. L’azzurro ha dovuto attraversare tutto questo prima ancora di alzare le mani.
I primi round: il jab dell’irlandese detta legge
McKenna ha impostato subito la sua serata sul colpo più semplice e più crudele: il jab. Lungo, ripetuto, sempre in mezzo. Ha tenuto Oliha alla distanza che voleva lui, ha lavorato di finte, ha fatto partire il gancio sinistro ogni volta che l’italiano provava ad accorciare.
Oliha non è rimasto a guardare. Nella seconda ripresa ha piazzato due destri pesanti, di quelli che si sentono anche dalle prime file, e per un paio di minuti ha riportato il combattimento sul suo terreno. È stato il momento in cui il pugile di casa ha capito che la serata non sarebbe stata una passerella. Ma è stato anche uno dei pochi in cui l’azzurro è riuscito a imporre il proprio ritmo.
Nona ripresa: il montante che cambia l’inerzia
Alla nona McKenna ha deciso di forzare la mano e andare a cercare l’interruzione. Ha spinto Oliha alle corde, ha sferrato colpi spietati, ognuno costruito per fare male e non solo per fare punti. Il montante arrivato nel finale di round è stato il momento più duro della serata per l’italiano: un colpo pulito, arrivato dentro la guardia, che avrebbe chiuso la pratica con molti altri avversari.
Oliha, invece, ha resistito. Ha stretto i denti, ha ripreso il centro del ring e ha sentito il gong da uomo ancora in piedi. Chi conosce il personaggio non si è stupito: il pugile azzurro ha costruito ventidue vittorie anche su questo tipo di ostinazione.
Il coraggio dell’azzurro tra decimo e dodicesimo round
Alla decima l’irlandese ha rimesso in difficoltà Oliha con una raffica di colpi in serie, cercando ancora una volta la chiusura anticipata. E ancora una volta il coraggioso italiano ha continuato a lottare, incassando e restituendo, senza mai cedere di un passo.
Nel dodicesimo e ultimo round il pubblico era in piedi ad acclamare il proprio beniamino. McKenna ha continuato a spingere per l’interruzione, e proprio quell’approccio aggressivo ha aperto qualche varco: Oliha ha messo a segno alcuni colpi e con un destro è sembrato addirittura stordire l’irlandese. Per un istante, dagli spalti, il boato si è incrinato.
Non è bastato. Non poteva bastare, non dopo undici riprese di ritardo accumulato. McKenna si è aggiudicato il titolo IBF con stile, diventando un protagonista chiave della categoria dei pesi medi.
I cartellini raccontano una storia più netta del match
Il verdetto — 118-110, 117-111, 116-112 — restituisce l’immagine di un dominio quasi assoluto: dieci, nove e otto riprese assegnate all’irlandese sulle dodici disponibili. Chi ha visto il combattimento sa che sul ring la differenza si è vista soprattutto nel volume di lavoro e nella capacità di McKenna di dettare i tempi, più che in una superiorità tecnica schiacciante.
Resta il fatto: Oliha chiude a 22-1 (10 KO), McKenna sale a 21-0 (10 KO). Il primo perde l’imbattibilità e la più grande occasione della sua carriera. Il secondo diventa campione del mondo davanti alla sua gente, anche se la critica internazionale gli rimprovera di non aver trasformato la notte del titolo in una notte da stella.
Cosa succede adesso: la strada di Oliha riparte da qui
Il regolamento IBF impone al vincitore di un titolo vacante la difesa obbligatoria contro il primo sfidante entro sei mesi. McKenna avrà quindi poco tempo per godersi la cintura, e la categoria dei 160 libbre — con Callum Walsh uscito vincitore dal co-main event contro Tyler Denny — è pronta a mettergli pressione addosso.
Per Etinosa Oliha, invece, comincia la parte più difficile e più interessante: quella che viene dopo la prima sconfitta. A ventotto anni, con un ranking ancora solido e con la prova di aver retto dodici round in trasferta contro un pugile lanciato, l’azzurro ha tutto il tempo per tornare. Il pugilato italiano lo ha visto cadere per la prima volta, ma lo ha visto cadere in piedi. Non è un dettaglio da poco.
Domande frequenti
Chi ha vinto il match tra Aaron McKenna ed Etinosa Oliha?
Ha vinto Aaron McKenna per decisione unanime, con i cartellini di 118-110, 117-111 e 116-112 dopo dodici riprese.
Quale titolo era in palio?
Il titolo mondiale IBF dei pesi medi (160 libbre), vacante da marzo dopo la revoca a Janibek Alimkhanuly per positività a un controllo antidoping.
Dove e quando si è disputato l’incontro?
Al 3Arena di Dublino, in Irlanda, sabato 8 agosto 2026, nel main event di Zuffa Boxing 10.
Qual è il record di Etinosa Oliha dopo la sconfitta?
L’azzurro scende a 22 vittorie e 1 sconfitta, con 10 successi prima del limite. Era imbattuto da inizio carriera.
Cosa deve fare ora McKenna da campione IBF?
Secondo il regolamento IBF, chi conquista un titolo vacante deve affrontare il primo sfidante del ranking in una difesa obbligatoria entro sei mesi.
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Mi chiamo Antimo Carriero, sono nato a Brindisi nel 1989. SEO Manager di professione e blogger sportivo per passione, ho lavorato per anni come cronista, articolista e conduttore radiofonico di programmi sportivi. Nel 2023 ho fondato Ultimo Round per raccontare il mondo della boxe, uno sport che amo profondamente. Ogni giorno porto sul sito notizie, interviste, risultati e storie dal ring, per chi condivide la mia passione per la noble art.
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