Canelo Alvarez batte Mbilli: è di nuovo campione WBC

Canelo batte Mbilli

Saul “Canelo” Alvarez è tornato sul tetto del mondo. Il fuoriclasse messicano ha sconfitto Christian Mbilli per decisione unanime nella notte del 31 ottobre a Riad, riconquistando il titolo mondiale WBC dei pesi supermedi. Una vittoria che ha un significato particolare per il campione di Guadalajara, capace di rialzarsi dopo la sconfitta contro Terence Crawford e di interrompere l’imbattibilità del pugile francese, fino a ieri mai sconfitto da professionista.

I cartellini dei giudici hanno premiato nettamente Alvarez: 117-110, 116-111 e 115-112. Dodici riprese nelle quali esperienza, precisione e capacità di lettura del combattimento hanno fatto la differenza, soprattutto quando Mbilli ha provato a imporre il proprio ritmo.

Per Canelo è una nuova consacrazione. Per Christian Mbilli, invece, arriva la prima sconfitta di una carriera costruita fino a questo momento senza macchie.

Canelo-Mbilli: la cronaca del combattimento

L’inizio del match ha rispettato le aspettative della vigilia. Christian Mbilli è salito sul ring con l’intenzione di mettere immediatamente pressione al messicano, affidandosi alla velocità delle combinazioni e a un volume di colpi decisamente elevato.

Canelo, al contrario, ha scelto un approccio più prudente. Nessuna fretta, poche iniziative forzate e tanta attenzione ai movimenti dell’avversario. Il messicano ha studiato le distanze, cercando di comprendere tempi e traiettorie degli attacchi del francese.

Mbilli ha provato a trasformare l’incontro in una battaglia di ritmo e intensità, ma con il passare delle riprese è emersa la maggiore qualità tecnica del suo avversario.

Alvarez ha cominciato a prendere le misure, trovando con sempre maggiore frequenza il tempo per colpire in contropiede. I suoi montanti hanno rappresentato un problema costante per il francese, incapace di trovare soluzioni efficaci per superare la difesa del messicano.

L’episodio che ha ulteriormente complicato il combattimento per Mbilli è arrivato nell’ottava ripresa. L’arbitro ha infatti sanzionato il francese con la detrazione di un punto per i ripetuti colpi portati dietro la nuca di Canelo.

Nelle ultime riprese Mbilli ha continuato a cercare il combattimento, senza risparmiarsi. Anche nel dodicesimo round è riuscito a trovare un buon colpo, dimostrando di non voler rinunciare fino all’ultimo secondo.

Ma Canelo non ha concesso spazio alla rimonta. Il messicano ha gestito con lucidità la fase conclusiva, controllando le iniziative del rivale fino all’ultimo gong.

L’intelligenza pugilistica di Canelo fa la differenza

La vittoria di Alvarez non è stata soltanto una questione di esperienza. Il confronto con Mbilli ha messo in evidenza soprattutto la differenza nella gestione delle distanze, nella precisione dei colpi e nella capacità di interpretare le diverse fasi del combattimento.

Il francese aveva scelto una strategia basata sulla pressione continua. L’obiettivo era aumentare il ritmo, costringere Canelo a lavorare senza sosta e mettere alla prova la sua tenuta fisica dopo una carriera professionistica lunghissima.

Un piano che, almeno inizialmente, ha prodotto qualche risultato. Mbilli ha mostrato velocità e aggressività, ma la sua offensiva è risultata spesso poco precisa e prevedibile.

Alvarez ha risposto con il repertorio che lo ha reso uno dei pugili più importanti della sua generazione. Movimenti del busto, capacità di assorbire e schivare gli attacchi, colpi d’incontro e una gestione dei tempi praticamente impeccabile.

In particolare, il montante destro e il gancio sinistro al corpo hanno rappresentato due delle armi più efficaci del messicano.

Canelo ha lasciato spesso l’iniziativa al rivale, aspettando il momento giusto per interromperne le combinazioni. Una dimostrazione di intelligenza pugilistica che ha progressivamente ridimensionato l’aggressività di Mbilli.

Non è stata una vittoria costruita sulla forza bruta, ma sulla capacità di scegliere quando colpire e, soprattutto, come farlo.

Canelo Alvarez: “È come aver vinto il mio primo titolo mondiale”

Al termine dell’incontro, il messicano non ha nascosto la propria emozione per il ritorno sul trono mondiale.

La conquista della cintura WBC dei supermedi rappresenta un nuovo capitolo di una carriera straordinaria, soprattutto dopo la battuta d’arresto contro Terence Crawford.

Queste le parole di Canelo, a DAZN, dopo la vittoria:

“È davvero difficile da spiegare a parole. È una sensazione incredibile, sembra quasi di aver vinto il mio primissimo titolo. Sono un professionista da tanti anni e sedici anni fa conquistavo la mia prima cintura mondiale. Oggi sono di nuovo qui sul tetto del mondo e sono profondamente orgoglioso del lavoro fatto. È stata una prestazione perfetta”.

Dall’altra parte del ring, Christian Mbilli ha dovuto fare i conti con la prima sconfitta della sua carriera professionistica. Il francese, che porta ora il proprio record a 29 vittorie, una sconfitta e un pareggio, ha riconosciuto le difficoltà incontrate contro il messicano, soprattutto nel riuscire a trovare la giusta precisione per raggiungerlo con i propri colpi.

Canelo torna campione: una nuova pagina della sua carriera

A poco più di un anno dalla sconfitta contro Terence Crawford, Saul Alvarez ha ritrovato una cintura mondiale e dimostrato di avere ancora le qualità per competere ai massimi livelli della categoria.

La vittoria su Mbilli non cancella le domande sul futuro del messicano, ma restituisce una certezza: la sua esperienza e la sua qualità tecnica rappresentano ancora un patrimonio difficile da affrontare per qualsiasi avversario.

Il francese, invece, esce sconfitto ma con un’importante esperienza alle spalle. Per la prima volta ha conosciuto il sapore della sconfitta, incontrando un campione capace di punire ogni errore e di trasformare la propria esperienza in un vantaggio concreto.

A Riad, Canelo non ha soltanto conquistato una cintura. Ha ritrovato il suo posto sul trono dei supermedi.

E nel pugilato, a volte, il tempo può togliere qualcosa. Ma non necessariamente la classe.

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