Non è arrivato con un pugno, né con un verdetto dei giudici. Il regno mondiale di Hamzah Sheeraz è finito con una comunicazione scritta, spedita dalla Queensberry Promotions alla sede portoricana della WBO. Il presidente Gustavo Olivieri ha reso ufficiale nella serata di venerdì ciò che nell’ambiente si sospettava da settimane: l’imbattuto britannico ha rinunciato volontariamente alla cintura WBO dei pesi supermedi pur di non affrontare lo sfidante obbligatorio Zhanibek Alimkhanuly.
“Ha scelto di non procedere con l’obbligatoria”, ha scritto Olivieri sul proprio account X, aggiungendo che la WBO prende atto della decisione di Sheeraz e del suo team senza alcun rancore. Il Comitato Mondiale dell’organizzazione si riunirà lunedì 21 settembre per stabilire il destino della categoria e della cintura rimasta senza padrone.
L’asta vinta, e poi il passo indietro
Il paradosso di questa storia sta tutto nei numeri. Mercoledì la Queensberry di Frank Warren si era aggiudicata l’asta per i diritti dell’incontro con un’offerta da 1.001.809 dollari, battendo gli 820.000 messi sul piatto dalla Top Rank, promoter del kazako. In quanto campione, a Sheeraz sarebbe spettato il 75% della borsa: 751.356,75 dollari. Il match era già stato ipotizzato dal promoter britannico per il 28 novembre o il 5 dicembre, con Londra, Birmingham e New York come sedi proposte.
Poi il dietrofront. Perché quella cifra, per un ragazzo di 27 anni abituato a incassare borse a sette cifre sugli eventi della Riyadh Season e di Ring Magazine, non valeva il rischio di un incontro percepito come pericoloso e poco remunerativo insieme.
“Il match più importante della mia carriera, pagato poco”
Sheeraz non aveva mai nascosto la propria contrarietà. Ad agosto, intervistato da Ariel Helwani, aveva definito la designazione di Alimkhanuly “vergognosa” per il pugilato. Poche settimane più tardi, a The Ring, aveva anticipato il nodo economico: temeva che il compenso per l’incontro più importante della sua carriera sarebbe stato considerevolmente basso. Una buona offerta, aveva detto, avrebbe reso tutto semplice. L’offerta, evidentemente, non è arrivata.
Il punto contestato dal britannico riguarda la legittimità stessa dello sfidante.
Alimkhanuly (17-0, 12 KO), 33 anni, ex campione unificato dei medi, era stato rimosso durante la settimana di gara dal suo incontro di unificazione del 6 dicembre dopo essere risultato positivo al meldonium.
Privato del titolo IBF, aveva sempre negato ogni responsabilità. La WBO gli aveva inflitto dodici mesi di squalifica lasciandogli la corona dei medi, per poi revocare la sospensione nel momento in cui il kazako ha annunciato il passaggio ai 168 libbre.
Dal aprile 2025 Alimkhanuly non sale su un ring, e sopra il limite dei pesi medi non combatte dal 2019.
Un regno breve, chiuso in anticipo
Il titolo, quello che era stato di Terence Crawford, Sheeraz lo aveva conquistato da vacante il 23 maggio ai piedi delle Piramidi di Giza, spazzando via Alem Begic in due riprese. Un’unica difesa, il 25 luglio, con una decisione a maggioranza su Simon Zachenhuber, prima dell’ordine di mandatory che ha fatto deragliare tutto. Il bilancio del britannico resta immacolato: 24 vittorie, 19 prima del limite, un pareggio, quello controverso con Carlos Adames che nel dicembre 2024 aveva rallentato la sua corsa ai medi.
Dall’altra parte non sono mancate le reazioni. Egis Klimas, manager di Alimkhanuly, ha commentato su X sostenendo che chi ha paura oggi avrà paura anche domani, e che mento e coraggio non si allenano.
Cosa succede adesso
Lunedì la WBO scioglierà il nodo. La strada più logica porterebbe Alimkhanuly a sfidare il primo dei contendenti disponibili, Diego Pacheco, che però ha già programmato un impegno il 14 novembre e potrebbe essere dichiarato indisponibile.
Resta l’altro fronte, quello del futuro di Sheeraz. Al britannico rimane un solo incontro sul contratto con la Queensberry, e la rinuncia al mondiale somiglia molto alla premessa di un cambio di rotta: meno cinture, più eventi da grande palcoscenico.
In un pugilato in cui le borse pesano quanto i titoli, Sheeraz ha fatto la sua scelta.
Lunedì tocca alla WBO fare la propria.
Resta aggiornato sulle ultime news di boxe dal sito.
Scopri il programma dei prossimi incontri di boxe dal calendario 2026.

Mi chiamo Antimo Carriero, sono nato a Brindisi nel 1989. SEO Manager di professione e blogger sportivo per passione, ho lavorato per anni come cronista, articolista e conduttore radiofonico di programmi sportivi. Nel 2023 ho fondato Ultimo Round per raccontare il mondo della boxe, uno sport che amo profondamente. Ogni giorno porto sul sito notizie, interviste, risultati e storie dal ring, per chi condivide la mia passione per la noble art.
Articoli correlati
Intervista ad Alessandro Duran
WBO ordina Sheeraz–Pacheco: la corsa al titolo vacante dei supermedi entra nel vivo
Il punto di Alessandro Duran sul grande weekend di boxe italiana
Itauma domina Hrgovic poi crolla al nono round, la Croazia ha il suo primo re dei pesi massimi
Ritratto di boxe: Artur Beterbiev
Intervista a Dario Morello
Ritratti di boxe: Dmitry Bivol
Infortunio alla schiena, Yoka rinuncia al match contro Gassiev: spunta Joyce
