Ben Whittaker batte Conor Wallace ma trema nel finale: è lui lo sfidante IBF dei mediomassimi

Whittaker batte Wallace

BIRMINGHAM, Inghilterra – Ben Whittaker conquista l’eliminatoria per il titolo mondiale IBF dei pesi mediomassimi, ma lo fa nel modo più sofferto possibile. Alla Utilita Arena di Birmingham il britannico supera l’irlandese Conor Wallace per decisione unanime (117-111, 116-112, 115-113) dopo dodici round che si trasformano, nel finale, in una vera prova di sopravvivenza. Il verdetto gli apre le porte della sfida mondiale, la prestazione invece lascia più dubbi che certezze.

La prova più dura della carriera di Whittaker

Sulla carta Wallace rappresenta il test più impegnativo affrontato finora dal 29enne di Birmingham, e il ring conferma le previsioni. Whittaker arriva all’appuntamento con quattro vittorie consecutive chiuse entro la seconda ripresa e, per la prima volta da professionista, è costretto ad andare fino alla dodicesima. Un dettaglio tutt’altro che secondario per un pugile la cui tenuta atletica è finita sotto la lente sin dal discusso pareggio con Liam Cameron nel 2024.

Il dominio iniziale e l’eccesso di spettacolo

La prima metà del match parla chiaramente inglese. Whittaker studia l’avversario con il jab, cerca il destro ad arco dall’alto che manca Wallace di un soffio e costringe l’irlandese, 30 anni, a un atteggiamento prudente dopo aver avvertito la potenza dei suoi colpi.

Wallace però non è un bersaglio facile: resta sempre sulle punte, si muove con continuità e risponde con il sinistro ogni volta che il destro di Whittaker va a vuoto. Il britannico vince le riprese ma, forte del vantaggio, indulge troppo nello show: si pavoneggia, cerca l’applauso, rinuncia a lavorare sul corpo e sul volto di un avversario che intanto prende le misure.

Dall’ottavo round cambia l’inerzia

All’inizio dell’ottava ripresa il copione si ribalta. Whittaker non è più il picchiatore delle uscite precedenti, mentre Wallace cresce in fiducia, assorbe bene i colpi e comincia a trovare con precisione i suoi sinistri. Uno di questi fa barcollare l’imbattuto mediomassimo, che da quel momento perde lucidità e brillantezza.

L’irlandese, trascinato dall’entusiasmo, in alcuni frangenti spreca parte del suo lavoro, arrivando perfino a scaraventare a terra il rivale in un corpo a corpo. Ma la pressione resta costante e all’angolo di Whittaker, dove lavora l’allenatore Andy Lee, e a bordo ring, dove Eddie Hearn osserva il suo investimento di punta, l’apprensione è evidente.

Un dodicesimo round da brividi

L’ultima ripresa è la più drammatica. Wallace manda di nuovo in confusione Whittaker in apertura e per lunghi istanti sembra che il colpo successivo possa chiudere la contesa. Il britannico, esausto ma vigile, finisce più volte sul tappeto, ma l’arbitro Kieran McCann non conta alcun atterramento. Whittaker stringe i denti, arriva al suono della campana e porta a casa il verdetto.

A fine incontro è lo stesso vincitore ad ammettere di aver «perso la concentrazione» nelle riprese conclusive.

Record e prospettive

Con questo successo Ben Whittaker sale a 13-0-1 (9 KO) e si guadagna il diritto di sfidare per la cintura IBF dei mediomassimi. Conor Wallace scende a 17-2 (12 KO) ma esce dal ring a testa alta e chiede subito la rivincita, forte di una seconda metà di match che ha mostrato tutti i limiti di resistenza dell’avversario.

La domanda, adesso, è inevitabile: il Whittaker visto negli ultimi quattro round è pronto per una sfida mondiale? Il talento e la velocità non si discutono, ma contro un campione del mondo un calo simile potrebbe costare molto caro.

Nel sottoclou: Odel Kamara, debutto da KO

Nel sottoclou si mette in mostra Odel Kamara, 22enne di Liverpool, al debutto tra i professionisti davanti a un pubblico caloroso e a grandi aspettative. Kamara parte subito forte, colpisce il greco Thodoris Ritzakis (5-6-1) con facilità e lo manda al tappeto con un destro sul finire della prima ripresa.

Nella seconda la fretta di chiudere lo rende un po’ impreciso, ma l’epilogo arriva comunque: un destro pulito a 2:53 del terzo round spinge l’arbitro Ryan Churchill a fermare il match. Lo stop appare leggermente prematuro, ma il destino di Ritzakis sembra ormai segnato. Kamara parte con un record di 1-0 (1 KO) ed è senza dubbio un nome da seguire.

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