Nel suggestivo scenario delle Piramidi, la leggenda del kickboxing sfiora il più grande upset della storia della boxe. Un montante destro salva il campione ucraino in un finale tra le polemiche.
Lo sport dei guantoni ha rischiato di registrare una delle pagine più incredibili e scioccanti della sua intera storia. All’ombra millenaria delle Piramidi di Giza, Oleksandr Usyk ha mantenuto la sua imbattibilità e le sue corone dei pesi massimi, ma ha dovuto guardare da vicino lo spettro della sconfitta. Contro ogni pronostico della vigilia, la leggenda olandese del kickboxing, Rico Verhoeven, ha accarezzato l’impresa della vita, dominando tatticamente e fisicamente il fuoriclasse ucraino prima di arrendersi a un solo secondo dalla fine dell’undicesimo round, in un finale che farà discutere a lungo.
Il colosso olandese spiazza il re dei massimi
Che non sarebbe stata una passeggiata per Usyk (25-0, 16 KO) lo si è capito sin dalle prime battute.
Verhoeven, presentatosi sul ring con un peso di 258.7 libbre contro le 233.3 del campione, ha imposto la dura legge della sua imbattibile freschezza atletica e di una fisicità straripante.
Nonostante un unico precedente nella boxe professionistica risalente ormai al 2014, lo sfidante olandese ha boxato senza alcun timore reverenziale, pressando Usyk con combinazioni pesanti e mandando in corto circuito la mobilità del campione.
Mentre Usyk, che ha spento 39 candeline a gennaio, cercava faticosamente di prendere le distanze e studiare l’avversario, Verhoeven ha martellato costantemente il corpo e il volto del fuoriclasse ucraino.
Un gancio sinistro tonante nel settimo round ha scosso visibilmente Usyk, stampandosi sul suo volto e palesando una frustrazione raramente vista nella carriera del re di Sinferopoli.
Round dopo round, il fantasma di Buster Douglas contro Mike Tyson o di Leon Spinks contro Muhammad Ali ha iniziato a materializzarsi nel deserto egiziano: Verhoeven era nettamente in vantaggio sui cartellini.
“Rico è un combattente straordinario. Grazie di cuore”, ha dichiarato, a DAZN, un esausto e sollevato Usyk a fine match. “Il mio team è il migliore. È stato un grande match, ho solo boxato. Poi il mio montante destro. Bam. Grazie a Dio.”
La svolta all’undicesimo round e lo stop contestato
Sotto nel punteggio e visibilmente provato dai colpi e dal peso degli anni, Usyk è entrato nell’undicesima ripresa conscio di aver bisogno di un miracolo o di un colpo da maestro. E il colpo è arrivato.
Con una frazione di secondo rimasta sul cronometro e i corpi dei due pesi massimi incrociati nelle trincee del ring, l’ucraino ha coordinato un fulmineo montante destro da antologia.
Il colpo ha centrato in pieno il mento di Verhoeven, che è crollato pesantemente al tappeto.
Il gigante olandese, dimostrando un cuore immenso, è riuscito a rimettersi in piedi, perdendo tuttavia il paradenti nell’impatto.
Il tempo necessario per ripulire e reinserire la protezione ha regalato a Usyk gli ultimi 15 secondi del round per completare l’opera. Il campione si è avventato come una furia sullo sfidante barcollante, scaricando una combinazione ravvicinata.
A quel punto, con un solo secondo rimasto prima del suono della campana che avrebbe salvato Verhoeven, l’arbitro Mark Lyson è intervenuto interrompendo il match e decretando il KO tecnico.
Una decisione che ha scatenato l’immediata e furiosa protesta dell’angolo di Verhoeven. L’olandese, pur ferito e affaticato, era a un passo dal concludere la ripresa per poi giocarsi il tutto per tutto nel dodicesimo round, forte di un vantaggio ai punti che appariva ormai inattaccabile.
Scenari futuri: Kabayel chiama, l’Arabia Saudita vuole il rematch
Nonostante la sconfitta, la straordinaria performance inserisce di diritto Rico Verhoeven (ora 1-1 nella boxe) nel giro dei grandissimi match miliardari della disciplina, ricalcando l’exploit globale che fu di Francis Ngannou contro Tyson Fury.
Lo stesso Verhoeven ha commentato con estrema classe: “Penso sia stato uno stop prematuro. Avrei voluto cadere sul mio scudo o sentire la campana, ma sono super orgoglioso di ciò che ho fatto. Spero che il mondo della boxe mi abbracci”.
Il futuro della categoria è però già in fermento. Subito dopo il verdetto, Agit Kabayel, sfidante numero uno al ranking WBC, è salito sul ring sfidando apertamente Usyk per un match in uno stadio di calcio in Germania.
“Facciamolo, nessun problema”, ha risposto prontamente il campione.
Tuttavia, l’influentissimo consigliere saudita Turki Alalshikh ha subito rilanciato i piani per il futuro immediato: “Vogliamo vedere Kabayel, vogliamo vedere Rico, e vogliamo assolutamente il rematch in Olanda”.
Per Usyk la minaccia più grande sembra però essere ormai solo una: il tempo che scorre.
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Mi chiamo Antimo Carriero, sono nato a Brindisi nel 1989. SEO Manager di professione e blogger sportivo per passione, ho lavorato per anni come cronista, articolista e conduttore radiofonico di programmi sportivi. Nel 2023 ho fondato Ultimo Round per raccontare il mondo della boxe, uno sport che amo profondamente. Ogni giorno porto sul sito notizie, interviste, risultati e storie dal ring, per chi condivide la mia passione per la noble art.
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